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	<title>Apugnochiuso</title>
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		...Non omologabile...
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        <title type="html"><![CDATA[2 GIUGNO: GIORNATA DI LOTTA CONTRO L'INTOLLERANZA]]></title>
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          <![CDATA[
		  <div align="center"><img src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/19510/Logo1.jpg">            </div>
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        <published>2008-06-02T05:15:00Z</published>
        <updated>2008-06-02T05:15:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Blogger contro ogni forma di razzismo e fascismo]]></title>
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          <![CDATA[
		  &nbsp; 
<p><b><a name=1921520></a><font color=#006666>Blogger contro ogni forma di razzismo e fascismo!</font></b> <br></p>
<p>
<div align=center><img height=272 src="http://www.emaetizi.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/30895/Logo1.jpg" width=272><br></div>
<p style="TEXT-ALIGN: justify" align=justify></p><font color=#87ceeb><font size=3><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Georgia','serif'">Il clima venutosi a creare in Italia è sempre più irrespirabile. Le forze conservatrici stanno attuando una involuzione culturale e sociale che sta portando il Paese verso derive fasciste, illiberali e razziste. Basta osservare la caccia alle streghe contro <span style="COLOR: black">gli </span>stranieri, le aggressioni squadriste contro compagne/i e ragazze/i, la discriminazione contro gli omosessuali, il bavaglio imposto a giornalisti “scomodi”, ecc... Di episodi ultimamente ce ne sono stati molti. Troppi. Dall’uccisione di Nicola al raid al Pigneto a Roma. La notizia, riguardante le aggressioni fasciste alla Sapienza di Roma è quindi solo l’ultima di una lunga serie di accadimenti violenti, di cui la matrice fascista è la drammatica costante. Tutto questo é inaccettabile per chiunque ha a cuore la libertà, l'eguaglianza e la tolleranza. Perciò abbiamo deciso di indire per il <b>2 giugno</b> una giornata di lotta contro l'intolleranza: ogni blog che si riconosce nei valori elencati parteciperà esponendo sul suo blog il <b>logo speciale</b> che vedete in questo articolo per dimostrare la sua volontà di non cedere all'avanzata dell'intolleranza che ha investito questo paese.</span></font><br><font size=3><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Georgia','serif'">L’invito a chi legge è quello di riportare questo comunicato sul proprio blog quanto prima nel tentativo di rendere più visibile possibile questa iniziativa, e di riproporre in un secondo momento il logo nella data indicata.</span></font><br><br></font>
<div align=left><font color=#4b0082 size=3><span style="FONT-SIZE: 10pt; FONT-FAMILY: 'Georgia','serif'"><font color=#87ceeb>Diamo un segnale: combattiamo il razzismo e il fascismo.<br></font><br></span></font>
<p align=justify><font size=3><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: rgb(0,112,192); LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Georgia','serif'">Se anche tu vuoi dire “<b>basta al fascismo e al razzismo</b>” supporta l'iniziativa copiando/incollando sul tuo sito/blog il codice HTML riportato nella "finestrella" qui sotto.</span></font></p>
<div align=center><a href="http://www.irlanda.ilcannocchiale.it/post/1921520.html" target=_blank><img alt="" src="http://www.loumogghe.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/39547/Logo.jpg" border=0></a></div>
<p style="TEXT-ALIGN: justify" align=justify><br></p>
<div align=center><textarea name=textarea rows=4 cols=32>&lt;ahref="http://www.irlanda.ilcannocchiale.it/post/1921520.html"target="_blank"&gt;&lt;img alt=""src="http://www.loumogghe.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/39547/Logo.jpg"border="0" /&gt;&lt;/a&gt;</textarea> </div><br></div>
<p></p>
<div class=postutil><br></div>
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        <published>2008-05-29T06:20:00Z</published>
        <updated>2008-05-29T06:20:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Le merde colpiscono ancora.]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <font color=#87ceeb size=3>&nbsp;ROMA - Un gruppo di studenti antifascisti dell'Università 'La Sapienza' di Roma ha denunciato un'aggressione con "diversi feriti" da parte di "un gruppo di fascisti armati di mazze, tirapugni, bastoni". <br><br>Sono quattri i feriti medicati al Pronto Soccorso del Policlinico Umbero I: hanno riportato ferite e lesioni "non gravi" valutati dai medici del nosocomio romano come codici gialli. Uno ha una spalla rotta, due presentano ferite alla testa ed una ha una contusione ad un braccio. Due persone appartengono ai collettivi studenteschi di sinistra e due ad un gruppo di estrema destra. I quattro sono stati portati in questura<br><br>La denuncia è stata fatta verso le 13:45 da un'organizzazione di "Studenti e studentesse antifascisti della Sapienza" precisando che "pochi minuti" prima l'aggressione era stata subita da "alcuni studenti della Sapienza impegnati in un attacchinaggio su via De Lollis". <br><br>"Tra gli studenti - viene aggiunto nel comunicato che annuncia una conferenza stampa davanti alla Facoltà di Lettere - ci sono stati diversi feriti, alcuni molto gravi. L'aggressione, durata oltre dieci minuti, è avvenuta in pieno giorno, davanti a centinaia di persone, a testimonianza del clima di impunità assoluta di cui i neofascisti godono in questa città". La nota rilancia il volantino che, col titolo "Sapienza libera dai nuovi fascismi!", veniva diffuso al momento dell'aggressione</font><br><br><br><strong><font size=3>Questo é il clima oggi in Italia, i fasci si muovono indisturbati e lo stato fa finta di non vedere....</font></strong>
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        <published>2008-05-27T14:59:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Ora e sempre antifascismo!!]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <table><tbody><tr><td colspan="2" align="right">&nbsp;</td>
          <td>&nbsp;</td>
        </tr>
        <tr>
          <td>&nbsp;</td>
          <td colspan="2"><font color="#87ceeb" size="3"><em><span class="atexte">Martedì
20 maggio 4 compagni e compagne del Network Autorganizzato e del Nucleo
Studentesco Metropolitano si sono visti recapitare un decreto penale di
condanna a sei mesi di detenzione convertita in pena pecuniaria di 3520
euro ciascuno (per un totale di 14mila e 80 euro!). <br>Il
provvedimento di condanna è motivato con la presunta violazione
dell’art. 18 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS),
articolo che prevede una pena fino a sei mesi di detenzione (o la sua
conversione in ammenda) per chiunque organizzi una riunione pubblica
senza preavvisare le autorità di Pubblica Sicurezza. Secondo gli
accusatori, le compagne e i compagni condannati avrebbero violato tale
disposizione del TULPS in occasione del presidio che si tenne nel
luglio scorso in via Scarlatti, organizzato dal movimento antifascista
e antirazzista napoletano e grazie al quale si riuscì ad impedire lo
svolgimento di un’iniziativa di Forza Nuova. <br><br>E’ utile
ricordare che il TULPS è del 1931, la norma in questione appartiene,
dunque, a quelle numerose disposizioni legislative che ben
rappresentano la continuità tra lo Stato fascista e la Repubblica
democratica: continuità di potere, di interessi, di classe dominante
padronale, e quindi anche continuità normativa e repressiva. Il TULPS è
parte integrante di quell'apparato di norme e procedure finalizzate
alla persecuzione politica, edificato appunto negli anni venti e trenta
del novecento per colpire i lavoratori e le loro lotte, e che la
Repubblica “fondata sul lavoro” non ha mai abrogato. <br><br>Al
contrario, le norme fasciste sono quotidianamente fatte valere e
applicate dallo Stato democratico, senza alcun imbarazzo, ogni
qualvolta le autorità intendono perseguire finalità di repressione
politica ai danni di compagni e lavoratori. <br><br>L’iter della
contestazione (Art 459 del Codice di procedura penale) è subdolo e
sconcertante: d’ufficio si procede, infatti, ad infliggere una condanna
(senza preoccuparsi di dare agli imputati alcuna possibilità di
difendersi) ogni qual volta la pena sia pecuniaria o detentiva
tramutabile in ammenda. E’ necessario, per poter avere un “regolare”
processo, preoccuparsi di presentare un ricorso entro dieci giorni; in
caso di mancato ricorso si accetta di fatto la condanna. Appare
evidente che l’intero procedimento miri a intimidire e demoralizzare la
risposta politica dei compagni. <br><br>Al di là della forma
procedurale, la questione che, a nostro avviso, merita maggiore
attenzione è proprio il reato contestato. Distribuire volantini e
parlare al megafono non è più permesso senza previa autorizzazione.
Queste condanne sono, in breve, al contempo grottesche e allarmanti e
meritano alcune considerazioni politiche. <br><br>Tanto per
cominciare, esse chiariscono una volta per tutte come non sia possibile
continuare a impostare le proprie riflessioni sulla repressione
incentrandole unicamente sui soggetti di volta in volta repressi e
sulla valutazione delle loro azioni, senza preoccuparsi di cogliere
l’elemento politico che l’atto repressivo sta a rappresentare. Occorre,
dunque, spostare l’asse del ragionamento sull’ineliminabilità e la
presenza costante della repressione e su come essa venga diversamente
applicata di volta in volta. Far partire un procedimento per un fatto
che appare a tutti chiaramente come una pratica diffusa e consueta, ci
dà chiaramente l’indice dell’asprezza dell’attacco repressivo che
registriamo sia a livello europeo che, naturalmente, nazionale in
questa fase. <br><br>E’ chiaro che ormai l’attacco è diretto ai più
semplici spazi di agibilità per ridurre al silenzio qualsiasi voce di
dissenso. Per far fronte a questo attacco unilaterale è opportuno
dotarsi di una attrezzatura politica che occorre costruire con una
riflessione, un dibattito e una pratica appropriati. In questi anni
abbiamo, impotenti (e a volte indolenti), assistito alla sottrazione di
conquiste che pensavamo acquisite (si pensi, per dirne una,
all’occupazione dei treni per i cortei nazionali); ampi settori del
movimento hanno, infatti, deciso di arretrare di fronte a questi
attacchi, nella speranza che tale rinuncia potesse garantire spazi di
agibilità. E’ evidente ormai che questo ragionamento risulta essere
fallimentare e che è opportuno invece non arretrare ma difendere le
nostre lotte e la nostra stessa possibilità di fare politica in modo
autonomo ed autorganizzato, comprendendo che la reazione non si arresta
e non si accontenta dell’angolo in cui riesce a metterci ma che, con
metodo, lavora all’annientamento del proprio antagonista e che dunque
non è possibile nessuna forma di compromesso con essa. <br><br>Altro
elemento che non possiamo non sottolineare è la scelta politica del
bersaglio della reazione. Non è certamente casuale che il provvedimento
di “condanna per decreto” arrivi al termine di un anno di mobilitazioni
e lotte che hanno visto le compagne e i compagni impegnati
quotidianamente contro la precarietà, per i diritti dei lavoratori e
attivi sul terreno dell'antifascismo, dell’antirazzismo,
dell'antisessismo, della solidarietà internazionalista, nonché interni
al più vasto movimento contro la guerra e per i diritti sociali. <br>Sia
il merito del provvedimento che la forma procedurale adottata, dunque,
confermano la matrice squisitamente politica dell'attacco. Colpendo
quattro compagni e compagne hanno inteso colpire un <br>insieme di
percorsi di ricomposizione delle lotte, percorsi costruiti in piena
autonomia dalle istituzioni e lontani da qualsivoglia compromesso con
partiti e forze istituzionali. <br>Il messaggio che hanno voluto
recapitare a tutti noi è il seguente: “perseverare nel fare politica in
maniera realmente autonoma e autorganizzata è qualcosa che non
conviene, perché in una maniera <br>o nell’altra troveremo il modo di
farvela pagare sul piano personale, eventualmente anche scavando in
ottant'anni di legislazione repressiva”. <br>Ma hanno fatto male i loro conti. <br>Siamo
comunisti, e non ci lasceremo certo intimidire. Continueremo a
sviluppare le nostre lotte e il nostro lavoro politico con una
determinazione sempre maggiore e sempre in una direzione precisa,
immodificabile: contro la classe dominante e i suoi servi, contro il
fascismo, il razzismo e l’imperialismo; per l’autorganizzazione e
l’emancipazione degli oppressi e degli sfruttati! <br><br>Firme <br>C.S.O.A. Terra Terra <br>Collettivo Vesuvio Zona Rossa – Comuni vesuviani <br>Collettivo Internazionalista – Napoli <br>Collettivo Orientale <br>Nucleo Studentesco Metropolitano</span></em></font></td></tr></tbody></table>            
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        <title type="html"><![CDATA[Fiera del libro.]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  &nbsp;
<div class=pezzotitolo><font color=#87ceeb size=3>La Fiera del libro di Torino e la buona vecchia Europa</font></div>
<div class=pezzofirma><font color=#87ceeb size=3>Yitzhak Laor *</font></div><br>
<div class=pezzotesto><font color=#87ceeb size=3>Cara amica, il nostro problema qui, in quanto israeliani contro l'occupazione, è un problema concreto con i nostri vicini concreti, quelli che tornano a casa dopo avere prestato servizio ai blocchi stradali e avere trattato esseri umani come animali: diventano fascisti attraverso la pratica - ossia attraverso il servizio militare - e solo poi fascisti ideologicamente. Questo non preoccupa la sinistra filo-israeliana in Italia. Tu sostieni che la sinistra italiana non avrebbe trattato un boicottaggio del Sudafrica nel modo in cui sta trattando qualunque proposta di boicottaggio di Israele. Ma la cosa è più semplice: pensa alla sinistra italiana durante la prima guerra del Libano e paragonala alla sua posizione attuale. Non è l'occupazione a aver cambiato natura. È l'Europa occidentale che è cambiata, che è tornata al suo vecchio modo di guardare i non-europei con odio e disprezzo. Nell'immaginario della sinistra italiana, i palestinesi hanno perso lo &#171;status&raquo; simbolico di cui godevano un tempo (la kefia al collo di decine di migliaia di giovani italiani, ad esempio) e sono passati nell'hinterland dell'Europa: dove gli americani possono fare quello che vogliono, e l'avida Europa, come sempre, si schiera dalla parte dei più forti. I palestinesi sono ancora una volta solo degli arabi che sanguinano, e il sangue arabo - proprio come in passato il sangue ebraico - vale poco. Si potrebbe riassumere il cinismo dell'attuale scena italiana citando Giorgio Napolitano, quando ha fatto riferimento a una vecchia discussione che ebbe nel 1982 a Torino con l'allora comunista Giuliano Ferrara. Riflettendo sulla posizione del Pci sul massacro di Sabra e Shatila, Napolitano, che sarebbe poi diventato Presidente, ha detto: &#171;Per quanto riguarda una determinata persona (Giuliano Ferrara), ricordo solo che egli si faceva promotore di una causa (la causa palestinese nel 1982) che nel Partito godeva di una qualche popolarità ma che non ci avvicinava per nulla alla presa del potere&raquo;. Machiavelli avrebbe dovuto incontrare sia Ferrara che il Presidente italiano per un drink sui fiumi di sangue palestinese. <br>Ma il cambiamento di posizione della sinistra italiana ha molto poco a che vedere con la propaganda israeliana, anche se la Fiera del libro di Torino rientra anch'essa nella propaganda israeliana. Concentriamoci per un momento su questa fiera, a titolo di esempio. Abbiamo a che fare con la Cultura, che è sempre la &#171;coesistenza&raquo; di affari (delle case editrici, ad esempio) con il razzismo implicito degli &#171;amanti della Cultura&raquo;, cultura che è sempre puramente occidentale (cristiana o &#171;secolare&raquo;). Gli israeliani in questo contesto sono gli &#171;eredi della buona vecchia Europa&raquo;, mentre gli arabi, naturalmente, non sono ammessi in questa cultura. In breve, la xenofobia italiana ha anche un volto umano: la Fiera del libro di Torino. Il nostro stato, che da 41 anni sta privando un'intera nazione di qualunque diritto se non quello di emigrare, viene celebrato dalla Cultura. Bene, questa è l'Europa - dopo tutto, la stessa Europa che noi e i nostri genitori abbiamo conosciuto: la Cultura è sempre stata la cultura dei Padroni. Il dibattito sulla Fiera del libro può dimostrare come la sinistra, un tempo la più sensibile d'Europa verso la causa palestinese, sia diventata la più cinica sinistra filo-israeliana. Ha perso il suo orizzonte politico, e in questo vuoto ideologico ciò che si è realmente verificato è il ritorno del Coloniale. È questo il contesto storico in cui va letta l'estinzione della nazione palestinese, celebrata attraverso il 60° anniversario di Israele. L'Europa si sta espandendo fino a includere Israele, come &#171;isola di democrazia&raquo;, di &#171;diritti umani&raquo;. <br>Non dobbiamo dimenticare che la sinistra italiana non ha mai attraversato un processo post-coloniale. Ha fatto tutta la strada dalla retorica anticolonialista degli anni '70 all'attuale &#171;ansia&raquo; coloniale per &#171;i nostri fratelli ebrei là nella giungla, tra i selvaggi&raquo;. Mamma li turchi! <br>Cara amica, non possiamo dipendere dagli europei, nonostante pochi coraggiosi. Guarda, i nostri soldati sono tornati a casa e dai loro scarponi il sangue cola in salotto. Imparano presto nella vita a ignorare le lacrime delle madri. Prima di compiere vent'anni sono già crudeli come cacciatori di teschi. Lo ammetto: dovevo scrivere questo pezzo per il manifesto, ma mi sono rivolto a te, perché non riesco più a rivolgermi agli europei direttamente, chiedendo loro di pensare ai palestinesi rinchiusi come animali nei loro ghetti, al vento e alla pioggia. E gli anni passano. <br>* scrittore israeliano<br>(traduzione Marina Impallomeni)</font></div><!-- TOOLBAR -->
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        <published>2008-05-15T07:35:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[E continuano.]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <font color="#add8e6" face="Tahoma" size="3">A Gaza i civili muoiono per l'embargo imposto dal governo isaeliano...<br>Il mondo guarda e tace, guai contestare la politica repressiva e violenta<br>israeliana...E intanto i civili continuano a venir umiliati e uccisi.<br><br></font><div align="center"><font color="#add8e6" face="Tahoma" size="3"><img src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/19510/palestina-michi.jpg" height="271" width="265"></font><br></div><br><br>            
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        <published>2008-01-21T19:53:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[È questa la pace del governo israeliano?]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		   <font color="#ffc0cb" face="Tahoma" size="3">E' di un morto e 46 feriti il 
bilancio del bombardamento israeliano contro l'ex sede del 
ministero dell'Interno nella citta' di Gaza. La vittima 
sarebbe una <strong>donna di 52 anni</strong> identificata con il nome di 
Haniya Abd Al-Jawad. Gran parte dei feriti, solo tre dei 
quali in gravi condizioni, sarebbero passanti.</font>
                      
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        <published>2008-01-18T17:37:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Si censura...]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <span class="atexte">Ce ne accorgiamo ogni giorno di più: i governi
controllano i media. Nel Regno Unito come in Francia, in Svizzera come
in Germania. E' una realtà gravissima, perché significa che la libertà
di informazione è morta e che la verità può essere manipolata a
piacere. Noi del Gruppo EveryOne siamo regolarmente censurati quando
inviamo comunicati stampa relativi alla persecuzione dei Rrom. I
giornali e le TV pubblicano e diffondono solo notizie (spesso false) di
reati commessi da Rrom o di sgomberi presentati come operazioni lecite
per la legalità e l'ordine. In realtà in Italia i Rrom muoiono di fame,
di freddo, di malattie, di stenti. Noi del Gruppo EveryOne, investendo
i nostri fondi personali, cerchiamo di aiutare qualche famiglia, ma è
una goccia nell'oceano. Dopo gli sgomberi, si vedono tragedie
inimmaginabili: un'umanità disperata, composta in massima parte da
bambini piccoli, che cammina verso il nulla. Bambini che si spengono
fra le braccia delle loro mamme, spesso giovanissime. Abbiamo visto
personalmente agenti e assistenti sociali allontanare mamme che
chiedevano aiuto per i loro bambini gravemente ammalati. "Quelli non
sono bambini," dicono le persone cha assistono ai pogrom, "sono bestie,
sono zingari, potenziali criminali". E' un orrore senza fine che ci
riporta ai tempi del'Olocausto. Ci stiamo impegnando con tutte le
nostre forze, in un clima intimidatorio di oppressione. Abbiamo
bisogno, però, di sostegno, di voci che si levino a denunciare i
crimini di stato. Ogni voce può significare una vita, una tragedia in
meno, un po' di speranza in più in quest'abisso di crudeltà e dolore. <img src="http://ch.indymedia.org/img/maillink.png" border="0">&nbsp;<a href="mailto:info@everyonegroup.com">info@everyonegroup.com</a><br><br></span><span class="atexte">Oggi il Gruppo EveryOne ha espresso una ferma
protesta nei confronti di quotidiani, agenzie stampa e network, che
hanno censurato la notizia della morte di un ragazzo Rrom di 27 anni,
ucciso da un'auto pirata in piena notte, vicino a Pavia, mentre tornava
a casa. "Noi giornalisti pubblicheremmo senza esitazioni quel tipo di
notizie," ha commentato una nota giornalista dopo l'ennesima censura,
ma sono i nostri direttori a fermarle". Censurare una notizia così
significa essere caduti in un regime non più rispettoso dei diritti dei
cittadini, significa che le Istituzioni, che controllano la stampa e la
TV, non vogliono che l'opinione pubblica sappia di un incidente mortale
con omissione di soccorso da parte dell'assassino. Solo perché la
vittima è un Rrom. Speriamo che domani, dopo la nostra protesta, la
notizia sia divulgata, anche in forma essenziale. E' un brutto momento
per i Rrom in Italia e anche per noi che ci occupiamo di Diritti Umani.
Ma è questo il momento in cui bisogna impegnarsi con coraggio, con ogni
energia, per un bene superiore, che è quello della verità, che è quello
della vita umana. Roberto Malini - www.everyonegroup.com </span><br>            
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        <published>2007-12-17T16:07:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[ si comincia]]></title>
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		  È partita la caccia al romeno...<br>Mi viene da vomitare ma sapevo che sarebbe successo<br>ma andiamo avanti a votare i "compagni" del centro sinistra.<br>Ci fosse una sinistra, domattina andrebbe in piazza per la tolleranza e la solidarietà e contro la bieca violenza ignorante e xenofoba.<br><br><strong>ROMENI AGGREDITI A ROMA DA GRUPPO CON BASTONI&nbsp;</strong><br> Tre
cittadini romeni sono stati aggrediti a colpi di bastone ed altri
oggetti, a Roma, da alcune persone, forse una decina, che avevano il
volto coperto da caschi e passamontagna. E' successo poco dopo le 20.30
nel parcheggio del supermercato Lidl tra via Casilina e via di
Torraccia, nella zona periferica di Tor Bella Monaca. Secondo quanto si
è appreso, uno dei tre romeni sarebbe ferito in modo più grave. I
feriti sono stati trasportati e ricoverati negli ospedali di Tor
Vergata e Frascati, una cittadina dei Castelli Romani. I medici dei
pronto soccorso non hanno ancora stabilito l'entità delle lesioni. I
carabinieri della capitale hanno avviato immediate ricerche del gruppo
di persone arrivate improvvisamente nel parcheggio del centro
commerciale Lidl, luogo di ritrovo di cittadini romeni.<br><br><div align="center"><img src="http://www.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/19510/antifa%20nero.jpg"><br>            </div>
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        <published>2007-11-02T21:17:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[Solidarietà.]]></title>
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            <div align="center"><font color="#a52a2a" face="Verdana" size="3"><u><strong><span class="atexte">Nuovo blitz repressivo del governo Prodi. </span><br><span class="atexte">Esprimiamo solidarietà ai cinque militanti anarchici arrestati in Umbria.</span></strong></u><br><span class="atexte"></span><br><span class="atexte"></span><span class="atexte">La macchina repressiva del governo Prodi continua
a colpire il movimento antagonista. A pochi giorni dal blitz del 16
ottobre contro 15 compagni dello SLAI Cobas - per il sindacato di
classe e altri organismi politici e sindacali di base, è toccato al
movimento anarchico. </span><br><span class="atexte"></span><br><span class="atexte">Nella giornata del 23 ottobre, per ordine
della Procura di Perugia, sono stati arrestati cinque anarchici ed
eseguite numerose perquisizioni anche in Toscana. Tra gli arrestati un
membro dell’Associazione Vittime armi elettroniche-mentali (AVae-m). La
modalità degli arresti e delle perquisizioni, con sequestri di
materiali vari (computer e materiale di propaganda) eseguita dai ROS
dei Carabinieri, seguono l’ormai consueta farsa di accuse di eversione
e sovversione, di presunti reati quali attentati a cose e minacce a
persone rappresentanti le istituzioni, come nello specifico al
Presidente della Regione Umbria. </span><br><span class="atexte"></span><br><span class="atexte">Il governo Prodi e i suoi
ministri, Mastella ed Amato, sono i mandanti di questo ennesimo colpo
contro il movimento anarchico. Questo succede proprio quando
l’inchiesta giudiziaria di Catanzaro denominata ”Why not”, inchiesta
espressione della guerra civile strisciante tra i gruppi di potere
borghese, preme sul governo e in particolare proprio su Prodi e
Mastella, che il PM De Magistris accusa di reati di corruzione. </span><br><span class="atexte"></span><br><span class="atexte">Verso
il governo Prodi, che si dice di sinistra e “amico dei lavoratori”,
aumenta in modo esponenziale la sfiducia delle masse popolari che,
nella situazione attuale, si sentono sempre più precarie. E’ in questo
quadro che si inserisce anche la politica deviante del ministro degli
Interni Amato con il suo “pacchetto sicurezza”, con la sua filosofia da
“Stato di polizia”, che vuole fare apparire uno degli effetti della
crisi del sistema capitalista, la diffusa microcriminalità
(personificata dalla propaganda di regime soprattutto dagli immigrati,
dai rumeni e Rom), come la causa del sentimento di insicurezza delle
masse popolari. </span><br><span class="atexte"></span><br><span class="atexte">Accanto al “pacchetto sicurezza”, per
orientare l’opinione delle masse ad un maggiore controllo poliziesco,
il governo attuale, come del resto faceva quello precedente della banda
Berlusconi, continua a portare avanti la fantomatica “lotta contro il
terrorismo”, di cui i cinque militanti anarchici umbri sono stati
l’ultimo bersaglio in ordine di tempo. </span><br><span class="atexte"></span><br><span class="atexte">In questa “guerra
santa” i governi borghesi mirano a colpire essenzialmente chi, in un
modo o nell’altro, diventa o può diventare punto di aggregazione di
operai, lavoratori, giovani, donne, che per forza di cose si
allontanano dall’influenza dei partiti borghesi. </span><br><span class="atexte"></span><br><span class="atexte">Le condanne
esemplari comminate agli antifascisti di Milano per i fatti dell’11
marzo per i reati di devastazione e saccheggio e quelle richieste dai
PM di Genova, per gli stessi reati, contro i 25 giovani no-global dei
fatti del G8 del 2001, non arresteranno la voglia di cambiamento
radicale che da più parti spira. Così come le numerose inchieste
giudiziarie, perquisizioni, arresti di comunisti, di antimperialisti,
di anarchici, di islamici, di antifascisti, ecc., non sono altro che il
tentativo ridicolo di fermare il processo di decadimento del sistema
borghese e la contemporanea rinascita del nuovo movimento operaio e di
massa che lo spazzerà via. </span><br><span class="atexte"></span><br><span class="atexte"> </span><br><span class="atexte"></span><br><span class="atexte">Solidarietà ai cinque anarchici arrestati! </span><br><span class="atexte"></span><br><span class="atexte">No allo Stato di polizia! </span><br><span class="atexte"></span><br><span class="atexte">No alle persecuzioni politiche! </span><br><span class="atexte"></span><br><span class="atexte">Via il governo corrotto di Prodi! </span></font><br><span class="atexte"></span></div><br>            
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        <published>2007-10-28T10:52:00Z</published>
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